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Atmosfere siloniane

Quale parola più di Fontamara è in grado di evocare quelle libertarie, corali Atmosfere siloniane eternate nelle pagine di uno dei massimi capolavori della letteratura europea della prima metà del Novecento?
È stato l’Omaggio dedicato allo scrittore abruzzese a far rivivere l’epopea dei “cafoni marsicani” nell’appuntamento culturale di Venerdì 28 Ottobre 2016 alle ore 17,30 alla storica Libreria De Luca a Chieti.
A iniziare dalla presentazione del libro di Antonio Gasbarrini e Annibale Gentile I Fontamaresi. La Scuola “delle” libertà nella Fontamara d’Ignazio Silone (Angelus Novus Edizioni – L’Aquila).
Sono intervenuti, oltre al coautore Gasbarrini, Angelo G. Sabatini, direttore della rivista Tempo Presente (erede ideale – a iniziare dal 1980 e felicemente giunto al numero 436 – dell’omonimo periodico fondato e diretto nel 1956 da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte) e gli scrittori Mario D’Alessandro, Angelo De Nicola, Massimo Pamio.
Il volume, la cui gestazione è durata circa quattro decenni, documenta con testi, disegni a colori e foto, l’innovativa esperienza didattica condotta nel 1975 da Annibale Gentile in una quinta elementare di Pescina (Fontamara, cioè), dove l’intero anno scolastico era stato imperniato sul romanzo siloniano ambientato dallo scrittore abruzzese proprio nel paese marsicano dove era nato. Dalla cui lettura e interpretazione, poi, gli “Scolari di Fontamara” hanno realizzato le loro illustrazioni per i passi salienti del romanzo, le fotografie dei luoghi in cui è ambientato, le “loro copertine”, le interviste agli abitanti di Pescina e allo stesso Silone in un magico incontro avvenuto a Roma tre anni prima della sua morte.
Né tanto meno le sue dense pagine che registrano anche alcune inedite lettere scritte da Silone a Gentile – il quale tra l’altro è l’artefice di molti dei suoi ritratti fotografici che hanno fatto il giro del mondo, qui riprodotti – omettono di affrontare lo “Scandalistico caso Silone”. Messo su negli ultimi vent’anni dagli storici revisionisti Dario Biocca e Mauro Canali a cadenza di scoop su scoop, per azzerare il ruolo rivoluzionario svolto da Secondino Tranquilli (alias Silone) negli Anni Venti del secolo scorso con la sua milizia antisistema prima, e antifascista poi, mentre, giovanissimo, rivestiva ruoli apicali nel Partito Comunista. Tesi, la loro, smontata punto per punto da altri storici quali Giuseppe Tamburrano, Giorgio Soave, Mimmo Franzinelli e tanti altri, o, più recentemente nel libro di Alberto Vacca Le false accuse contro Silone.
A far rivivere le autentiche Atmosfere siloniane anche la contestuale mostra Dieci Tazebao sull’esperienza didattica de “Gli Scolari di Fontamara” (1975-1978).
Grazie all’apporto organizzativo dell’Associazione Onlus Meridiani Paralleli, la lettura di alcuni brani tratti da Fontamara – con le voci narranti di Deni Scarsi, Gianni Scarsi, Maria Cristina Stumpo, Luigia Tamburro intervallati da intermezzi musicali ad opera di Daniela Torto (pianoforte elettronico) e Isidoro Malandra (sax) – hanno completato quella che si preannunciava come una serata trascorsa insieme al fraterno “amico Silone”. Il quale, nelle righe conclusive del suo editoriale di commiato sull’ultimo numero di Tempo Presente del nov.-dic. 1968 scriveva, con una bella metafora evocante la chiusura della rivista, ma non già la continuazione della lotta per l’affermazione delle idee e i valori per cui si era battuto: “C’è che il Circolo ha ricevuto lo sfratto per la fine di questo mese”. “Potremmo continuare per strada” dice il Cinico “con quelli che ne hanno voglia”.